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Blog Whole Post

Publish With Pride
BLOG e VANITY METRICS

Non lasciarti distrarre dalle vanity metrics del blog

Passione per la scrittura, voglia di far sapere la propria opinione e di raccontare le proprie esperienze.
I motivi per cui si apre un blog personale o aziendale sono davvero svariati ma c’è un punto fisso comune ovvero a raccolta e l’analisi delle “metriche” che ci permettono di comprendere l’andamento dei nostri articoli e il tasso di interesse da parte del nostro pubblico.
A differenza di come si tende a credere, non è sufficiente il controllo delle sessioni, degli iscritti e delle interazioni per decretare la salute del tuo blog
Insomma se vuoi monetizzare la tua attività di ricerca attraverso il tuo blog, controllare le vanity metrics non basta.
Le vanity metrics infatti, nonostante esse siano confortanti con i loro numeri, sono ben poco indicative del tuo business.
Ecco alcune soluzioni per evitare di farti distrarre da cifre poco utili.

 

Fissa degli obbiettivi e un target

Prima di iniziare ad analizzare a raffica tutti i dati di Google Analytics, chiediti quali sono i tuoi veri obiettivi e cosa vuoi raggiungere attraverso la tua attività di blogger. Prendi tutto il tempo necessario per determinare i tuoi veri obiettivi e un piano di azione.
Dopo di che potrai ricominciare ad utilizzare tutti i tuoi programmi per analisi.
Dopo questo piccolo ma importante step, riuscirai a vedere i numeri del tuo blog con occhi nuovi, riuscendo così a dar loro il giusto peso nella tua strategia a lungo termine. Vorresti raggiungere un nuovo pubblico? Vuoi fidelizzare i tuoi clienti? Attirare gli utenti ai tuoi workshop?
Attraverso i dati analizzati sulle svariate piattaforme puoi riconoscere il tuo tipo target e applicare cosi la giusta strategia.

 

Gli utenti non sono numeri

Tieni bene a mente che i numeri che analizzi non sono semplici cifre ma persone in carne ed ossa.
È importante quindi tradurre i numeri ottenuti in comportamenti per riuscire a ricavarne una strategia.
Inizia a segmentare le tipologie degli utenti del tuo blog, incrociando i dati e realizzando così degli utenti-tipo, accomunati tra loro da comportamenti e interessi simili.
Puoi decidere di aggiungere un’ulteriore separazione tra gli utenti a seconda del device di provenienza (desktop o mobile).
Ricorda però che se una segmentazione non è utile dal punto di vista  operativo, anche la più dettagliata diventa fine a se stesso.
Tenendo sempre bene a mente i tuoi obiettivi, incentiva sempre gli utenti a partecipare attivamente in modo tale da dare un vero valore ai dati che raccogli. Inserisci una call to action alla fine dei tuoi articoli e la possibilità di iscriversi alla tua newsletter per essere sempre aggiornati sulle ultime novità.

 

Misura con costanza

La misurazione consapevole deve diventare parte integrante della tua attività di blogger.
Ogni nuova attività che svolgi sul tuo blog necessita di essere testata, misurata e valutata in modo tale da co prenderne l’efficacia e l’utilità effettiva. La misurazione costante dei tuoi risultati e il miglioramento devono diventare le basi per il successo del tuo blog.

 
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Facebook acquista Tbh

Facebook acquista Tbh, l’app dei complimenti

Contiua l’ossessione di Zuckerberg per il pubblico dei giovani e giovanissimi.
L’ultimo acquisto del colosso di Facebook è Tbh, l’applicazione statunitense molto in voga tra ragazzi e studenti delle scuole superiori.
Acronimo di “To Be Honest” (“a essere sinceri”), Tbh è nata lo scorso agosto con lo scopo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo e i commenti negativi.

 
Questa App viene infatti utilizzata per scambiarsi complimenti in forma anonima, attraverso sondaggi di vario tipo con protagonisti amici e contatti. La tipologia di domande preimpostate per i quiz all’interno dell’App sono generalmente piuttosto frivole, ma è anche possibile creare dei sondaggi completamente da zero.

 
L’unica regola da seguire all’interno della piattaforma è che le le consultazioni devono ispirare positività all’interno della community in modo tale da creare un ambiente positivo, piacevole e sicuro. Per assicurare questo risultato, ogni singolo contenuto, prima di essere postato, viene attentamente analizzato e approvato da un membro della piattaforma, questo per evitare che il vantaggio dell’anonimato diventi un’arma a doppio taglio. Tbh vanta attualmente più di 5 milioni di iscritti, che si sono scambiati nel corso di un anno oltre 1 miliardo di messaggi.
Facebook ha già annunciato che i suoi ideatori avranno il compito di continuarne lo sviluppo, mantenendo così un’ampia autonomia.

Facebook  Tbh

 
La vera missione di Tbh è quella di creare una comunità che faccia sentire bene gli utenti che partecipano alle attività, rendendo molto piacevole la loro esperienza sulla piattaforma. Grazie a Tbh molte persone sono riuscite a sfuggire alla depressione, creando dei rapporti migliori con i loro amici.

 
Grazie a questo acquisto, Facebook vuole ottimizzare gli investimenti delle aziende migliorando ulteriormente l’esperienza degli utenti rendendola sempre più piacevole e semplice. La struttura semplice e divertente di Tbh permette inoltre a Zuckerberg di toccare il pubblico più giovane che negli ultimi anni ha iniziato ad evitare sempre di più Facebook. Facebook e Tbh condividono gli stessi valori e lo stesso intento di collegare sempre di più le persone attraverso interazioni positive.

 
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Sharing Economy

Sharing Economy

BlaBlaCar, Uber, Airbnb.
Queste piattaforme di condivisione, ormai a noi molto comuni, vanno a formare il cuore della sharing economy ovvero il modello economico che sembra dover condizionare il futuro delle imprese in Italia e in Europa. Negli ultimi anni nel nostro linguaggio si sono aggiunte delle espressioni come “home sharing”, “car pooling”, “bike e car sharing”, “taxi peer to peer” e “social eating”.
Ma in cosa consiste questa nuova economia che sembra stia conquistando sempre più rapidamente tutta l’Europa?
Cos’è esattamente la “Sharing Economy”?

 

Sharing Economy e piattaforme collaborative

La Sharing Economy, letteralmente economia della condivisione, è un’espressione che descrive un nuovo modello economico che ha origine dai reali bisogni dei consumatori. Riutilizzo e condivisione sono le fondamenta e le priorità di numerose realtà imprenditoriali nate recentemente: queste realtà infatti utilizzano le tecnologie per un modello di economia circolare, all’interno della quale professionisti e consumatori mettono a disposizione degli altri tempo, beni e competenze per la creazione di legami virtuosi. All’interno di questa economia di condivisione troviamo cinque differenti settori: gli alloggi, professionali on-demand la finanza collaborativa, i trasporti e i servizi domestici. Ormai si condividono studi, postazioni laovrative, biciclette, auto e addirittura abitazioni! Un esempio di piattaforma collaborativa è “Airbnb”, una community che permette a chi ha delle camere o degli appartamenti disponibili di affittarle ai viaggiatori che vogliono conoscere una determinata città.
Questa piattaforma ha facilitato notevolmente il modo di viaggiare diminuendo i costi e aumentando la condivisione e le conoscenze.
A livello geografico, i più grandi sostenitori attivi di questa grande condivisione sono i paesi del nord Europa.

 

Sharing Economy e Start Up

L’economia della condivisione sta conquistando sempre di più i Millennials che sembrano sempre più preferire l’idea del baratto attraverso gli smartphone. Una delle ultimi idee, che rientra nella corrente di pensiero della condivisione, è la start up italo-tedesca chiamata “Paladin”, una piattaforma che si occupa di noleggio diretto di oggetti tra privati: sulla quale è possibile mettere in condivisione oggetti quotidiani che vanno dall’abbigliamento all’elettronica. Un’altra start up simile si chiama “Sharewood”, un marketplace europeo all’interno del quale avviene il noleggio di attrezzature sportive. Ormai la Sharing Economy propone servizi e piattaforme di ogni genere per diffondere sempre di più il concetto di “condivisione e guadagno”. Troviamo piattaforme come “ScambioCasa” e la già citata “Airbnb”, i portali che permettono di scambiare la casa con altri utenti o di affittare camere e appartamenti per le vacanze. Tra gli altri nomi famosi troviamo “BlaBlaCar” per condividere passaggi in auto e “BikeMI” e “Car2Go” per prendere in prestito mezzi di trasporto pagandone l’effettivo utilizzo.

 

E il futuro?

Secondo le ultime analisi, la sharing economy appare come un trend sempre più in crescita.
Nonostante esista ancora il problema della regolamentazione, la Sharing Economy è inevitabilmente destinata a sostituire quasi totalmente tutte le economie più tradizionali. Secondo le analisi di PWC, questo mercato vale già 15 miliardi e supererà i 300 entro il 2025.

Grazie alla Sharing Economy si promuovono e si condividono nuovi stili di vita che prediligono il risparmio o la ridistribuzione del denaro, favorendo la salvaguardia dell’ambiente e la socializzazione.

 
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