Net.art o sperimentazione creativa? - Early birds adv
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Net.art o sperimentazione creativa?

Oscar Wilde sosteneva che “la vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita“.
Ma se arte e vita sono in così stretto rapporto l’una con l’altra tanto da ispirarsi a vicenda, è naturale immaginare quanto sia mutato nel corso del tempo il processo creativo artistico e il suo modo di esprimersi al Mondo contemporaneo.

 

E’ logico che internet ha avuto il suo peso in questa evoluzione, tanto che poco tempo dopo la sua nascita ha generato una corrente artistica che vive CON e PER il World Wide Web, ovvero la net.art.

La net.art è una disciplina o forma d’arte che, da definizione di Wikipedia, “ha aggirato il tradizionale dominio del circuito di Gallerie e Musei, demandando il ruolo principale dell’esperienza della fruizione estetica ad internet o ad altre reti telematiche”.
I net.artisti lavorano utilizzando il web come strumento per esprimere la propria creatività, sperimentando in tutti i modi possibili con i dispositivi che costituiscono la particolarità di questo strumento di comunicazione.

La net.art è nata intorno al 1994 ed si è sviluppata come collettivo creativo di denuncia verso il sistema sul quale si basano le regole del web:
come tutti gli artisti che amano sperimentare con il medium a disposizione, anche i net.artisti hanno giocato molto con la piattaforma di internet, scomponendo e destrutturando le pagine web per generare un linguaggio ironico e pungente, capace di connettere milioni di programmatori di tutto il mondo mettendoli in relazione fra loro e il proprio pubblico.

Evolutasi come movimento artistico che basa le proprie azioni sull’impatto che internet ha generato sugli usi e costumi comuni, la net.art ai nostri giorni, quando ormai il mondo del web è diventato parte integrante e fondamentale della nostra vita, ha ancora senso di esistere?
Gli artisti che sperimentano con gli strumenti del web, modellandoli e modificandoli a piacere secondo i propri gusti e le proprie esigenze, come si definiscono ora? Net.artisti o semplici sperimentatori creativi?

 

Oggigiorno è possibile parlare ancora di net.art?

Dipingere è una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.
– Pablo Picasso

L’arte nei diversi secoli ha avuto il ruolo di mediatore fra noi e il Mondo tanto che l’artista si è sempre ritagliato un posto di prestigio fra le due diverse realtà.
Come per l’arte tradizionale, anche la net.art ha avuto questo ruolo fondamentale in cui i suoi protagonisti “dipingevano” con i codici della programmazione e sperimentavano con le regole dell’informatica, criticando l’estetica dell’era digitale attraverso l’uso di immagini, collage, video e l’interattività come mezzo di comunicazione.

Un articolo su uk.complex.com ha raccolto 25 fra i più significativi artisti contemporanei impegnati in progetti di creativi legati al mondo del web.
Questi artisti raccontano con le loro opere il rapporto, divenuto ora quasi morboso, fra uomo e internet attraverso una serie di lavori che vedono chiamati in causa diversi fattori:
il significato di estetica, la cultura visuale, la cultura pop, la pubblicità, il mondo e la cultura digitale, i social network, i videogiochi online, i media, i valori alla base della psicologia dell’uomo moderno, la storia contemporanea, le tendenze del web e molto altro.

Il tutto è tradotto attraverso opere video, digital collage, installazioni interattive, siti web inusuali, immagini digitali, gif animate, progetti web realizzarti su piattaforme collettive.
Rafael Rozendaal, ad esempio, fra i suoi ultimi lavori ha creato un’estensione per il browser di navigazione Google Chrome che permette di rimuovere tutto il testo da qualsiasi sito web lasciando solo il layout vuoto della pagina web.

 

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Interessanti sono anche i progetti web interattivi di Jonas Lund dove si può commissionare un’opera da fare in tempo reale grazie alle piattaforme di networking.

 

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Gli artisti sopraelencati hanno saputo sfruttare il mezzo tecnologico a disposizione per creare opere originali capaci di porre interrogativi significativi sulla cultura digitale che è diventata ormai parte integrante del nostro mondo, incidendo in modo significativo sul nostro comportamento e sul nostro pensiero.

Nonostante abbia perso le sue radici iniziali e i valori per cui è nata, la net.art continua tuttora la sua campagna collettiva di denuncia nei confronti dell’era digitale, sperimentando con strumenti tecnologici che diventano, nel corso del tempo, sempre più impattanti e coinvolgenti.

 

Voi cosa ne pensate?
E’ giusto chiamare questi progetti opere di net.art o sono semplici sperimentazioni creative?

 

Federica Poli

Uscita dall'Accademia di Belle Arti di Brera mi interesso (e specializzo) in grafica, web, comunicazione e marketing digitale, diventando dopo qualche anno parte del team di Early Birds come Graphic e Web Designer. Appassionata da sempre di arte, fotografia, disegno, illustrazione e cinema, trovo nella creatività il miglior modo per esprimere sé stessi nel Mondo.

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