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Header Super Bowl 2018

Spot Super Bowl 2018

Anche quest’anno il Super Bowl, che ha avuto luogo a Minneapolis, ha visto numerosissimi brand liberare la fantasia attraverso spot accattivanti e molto incisivi.
La finale del campionato della National Football League (Nfl) ha offerto, durante le pause pubblicitarie, svariati spot, da quelli più emozionali, a quelli più divertenti.
Con un quarto di americani come pubblico, è d’obbligo sfruttare l’opportunità di questa grande vetrina.
Vediamo insieme alcuni grandi brand che hanno veicolato in modo particolarmente efficace il loro messaggio con un video d’impatto durante il Super Bowl.

 

Coca Cola

 
Come ogni anno Coca Cola non poteva rinunciare ad uno spazio pubblicitario all’interno del Super Bowl.
Quest’anno punta tutto sulle diversità per suggerire che c’è una bevanda Coca Cola giusta per ognuno di noi.
 

 

Amazon

 
Tutti conoscono la famosa voce dell’assistente vocale di Amazon, Alexa.
Ma cosa succederebbe se Alexa dovesse improvvisamente perdere la voce?
Nello spot 2018, Amazon sceglie come protagonisti Cardi B, Gordon Ramsey, Rebel Wilson ed Anthony Hopkins.
 

 

Doritos & MTN Dew

 
Patatine e bibita, un’accoppiata vincente del gruppo Pepsi.
Quest’anno hanno ideato una speciale lipsync battle fra Peter Dinklage e Morgan Freeman sulle note rispettivamente di Busta Rhymes e Missy Elliot.
 

 

Tide

 
David Harbour, Hooper di Stranger Things, è il protagonista dello spot di Tide.
Harbour prende in giro altre pubblicità di birre, profumo, prodotti tecnologici e auto e spiega come fare uno spot davvero efficace.
 

 

Sequel Crocodile Dundee

 
L’agenzia australiana per il turismo ha pubblicizzato una serie di ipotetici trailer per un’ipotetico terzo film di Crocodile Dundee con attori australiani come Chris Hemsworth, Margot Robbie, Hugh Jackman e Russell Crowe.
 

 

NFL – The time of my life

 
E per concludere menzioniamo lo spot della National Football Association, dove due giocatori, Eli Manning e Odell Beckham Jr, durante l’allenamento provano i passi di Dirty Dancing.
 

 

La ricerca di Digiday

 

La tariffa per uno spazio di circa 30 secondi durante il super bowl varia dai 5 ai 5,2 milioni di dollari, ovviamente escludendo i costi di produzione.
Il sito Digiday ha svolto una curiosa ricerca interrogando svariate web Agency su come si potrebbero spendere gli stessi soldi in campagne pubblicitarie alternative.
Ecco cosa è venuto fuori da questa ricerca.
– Pianificare videopubblicità su telefono per 32 anni: il costo medio per mille impressions per i video su mobile è di 14 dollari. Con 5,2 milioni si possono ricevere 357,1 milioni di impressions oppure si potrebbero coprire 32 anni di questi annunci.
– Creare circa 30 social games: con un budget di 5,2 milioni è possibile realizzare circa 30 giochi social, dove può comparire il nome del brand o del prodotto nello specifico.
– Raggiunge 2 milioni di persone in più su Facebook: con questo budget in una campagna Facebook, un marchio può raggiungere fino a 113 milioni di persone, ovvero 2 milioni di persone in più rispetto all’audience del super bowl.
– Ottenere 2,6 miliardi di impressions su Instagram: considerando che le impressioni costano dai 2 ai 3 dollari, in questo caso un’azienda ne può ottenere circa 2,6 milioni.
– Avere 2,6 milioni di clic in ricerche a pagamento su Amazon: il costo per clic è di circa 2 dollari quindi con 5,2 milioni, si possono raggiungere circa 2,6 milioni di clic.
– Generare 1,85 miliardi di visualizzazioni di annunci su Google: in questo caso il costo medio per mille impressioni di annunci è di circa 2,80 dollari.
Utilizzando l’intero budget disponile è dunque possibile avere 1,8 miliardi di visualizzazioni di annunci display.
– Pagare 8 post di influencer : gli influencer con oltre 133 milioni di follower su Instagram, come Selena Gomez, possono chiedere fino a 600mila dollari per pubblicare un marchio sulla propria pagina. Con 5,2 milioni, quindi, si potrebbero acquistare fino a otto post.

 

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Il braccialetto elettronico di Amazon_Header

Il braccialetto elettronico di Amazon

Lo scorso martedì, Amazon ha ufficializzato un brevetto depositato nel 2016, in grado di velocizzare notevolmente le consegne e le lavorazioni.

 
Questa innovazione, non poco discussa negli ultimi giorni, consiste in un braccialetto in grado di monitorare con molta precisione i dipendenti di Amazon, identificando la posizione delle loro mani e guidandole attraverso delle vibrazioni per agevolare i movimenti corretti.
Questo braccialetto è stato studiato per velocizzare ulteriormente la ricerca dei prodotti in stock nei magazzini.

 
Questo prodotto avrebbe un sistema basato su tre fattori principali.
Una volta indossato, il bracciale inizia a comunicare con l’ambiente circostante attraverso i trasduttori a ultrasuoni permettendo così di tracciare i movimenti del lavoratore il questione e di aiutarlo ad identificare più facilmente un prodotto.
Il braccialetto quindi monitora la posizione esatta delle mani del lavoratore in ogni singolo momento ed è in grado di guidarlo attraverso una lieve vibrazione se la posizione delle mani è scorretta.

 
Nonostante questo sistema sia stato realizzato con lo scopo di migliorare il servizio della società, le critiche che sono arrivate ad Amazon non sono poche.
L’azienda infatti è già ricordata con la reputazione di una grande società che tende a trasformare i propri dipendenti poco dei robot umani che portano avanti compiti ripetitivi il più velocemente possibile con l’obiettivo di arrivare ai target di consegna fissati dalla società di Jeff Bezos.

 
Oltre alla questione dei robot umani, in molti hanno sollevato un’altra questione ancora più importante: la privacy.
Questo nuovo strumento, essendo fornito appunto dal datore di lavoro, può risultare un ulteriore mezzo per sorvegliare costantemente i dipendenti.
Negli ultimi mesi, numerosi dipendenti italiani hanno denunciato le discutibili condizioni di lavoro all’interna della società di Amazon, dove i ritmi sono molto duri: in occasione del Black Friday in molti hanno preso parte ad uno sciopero generale per chiedere un dialogo tra azienda e sindacati.

 
Dopo il lancio di Hire a Realtor, la piattaforma di recensioni che raccontano le esperienze degli utenti con gli agenti immobiliari attraverso dei voti, questa estate l’e-commerce ha presentato ufficialmente Spark, il social network di Amazon.
Insomma un passo alla volta Amazon si sta facendo sempre più strada tra i colossi del mondo dei media.
Questi bracciali sono l’ultima novità in casa Amazon.
Questo bracciale super tecnologico segnerà in modo positivo il futuro di Amazon o sarà solo motivo di ulteriore critiche?
Staremo a vedere!

 

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Nuovo algoritmo Facebook_Header

Nuovo algoritmo di Facebook. Cosa cambia davvero?

Lo scorso 12 gennaio Mark Zuckerberg ha annunciato ufficialmente un considerevole cambiamento all’interno di casa Facebook.
Il Ceo del più grande social al mondo, insieme a tutti i suoi collaboratori, si impegna quotidianamente per offrire la miglior esperienza e navigazione possibili ai suoi utenti.
Proprio per questo motivo ha deciso di apportare alcune modifiche all’algoritmo di Facebook.

 

In cosa consistono davvero queste modifiche?

 
Sui social se ne leggono davvero di tutti i colori.
Ma cosa è cambiato davvero con questa modifica all’algoritmo?
Zuckerberg ha deciso di privilegiare i contenuti personali degli utenti (amici e famigliari) a discapito di quelli delle pagine pubbliche.
I contenuti di pagine di Brand, aziende e media verranno penalizzati, dando più spazio invece alle notizie dei nostri amici.
Come ogni volta, Zuckerberg ha voluto motivare questa sua decisione portando delle motivazioni logiche sottolineandone la validità scientifica.
Presentando questo nuovo algoritmo ha infatti detto: «Usare i social media per connetterci con le persone alle quali teniamo può essere positivo per il nostro benessere. Possiamo sentirci più uniti e meno soli e questo risulta in correlazione sul lungo termine con il grado di felicità e di salute. Dall’altro lato, leggere passivamente o guardare video, anche se sono di intrattenimento o informativi, può non essere così positivo»,

 

Cosa accadrà alle pagine pubbliche

 
L’obiettivo dichiarato è dunque positivo per gli utenti in quanto Zuckerberg vuole aiutarli ad aumentare le interazioni sociali e a rimanere a stretto contatti con i loro amici.
Le conseguenze saranno la diminuzione della reach, del tempo di visione dei video e in generale del traffico referral per le pagine pubbliche.
Nella newsroom di Facebook è precisato però che il nuovo algoritmo permetterà di prevedere su quali contenuti ci sarà maggiore interazione ed interesse da parte del pubblico.
In ogni caso gli utenti avranno la possibilità di impostare come prioritaria la visione delle loro pagine preferite, per non perdere tutte le novità dei brand.

 

Come sviare al problema della visibilità

 
Il cambiamento previsto avrà qualche spiacevole conseguenza per le pagine, diminuendo la loro visibilità dei post organici (post non a pagamento).
Ci sono però delle alternative per le pagine che vogliono avere ancora visibilità su Facebook.
Una delle possibili soluzioni, suggerita proprio da Facebook, è quella di privilegiare contenuti che suscitino discussione tra gli utenti e i video live.
Un’altra alternativa è quella di stanziare del budget per delle campagna Facebook per l’acquisizione dei fan: se ben targettizzate possono essere uno strumento molto utile per raggiungere le persone potenzialmente interessate ai nostri servizi.

Anche se il commento più diffuso è “L’esperimento di Facebook ricorda l’incubo di Orwell: potrebbe distruggere le nostre fragili democrazie”, Zuckerberg è fiducioso e lavora costantemente per garantire la migliore esperienza possibile agli utenti.

 

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